FAQ - Presentazione del ricorso

FAQ realizzate a cura delle Commissioni Legale, Economico Finanziaria e AdS volontari dell'Associazione Oltre noi...la vita

Chi sono i beneficiari dell'amministrazione di sostegno?
Ai sensi dell'art. 404 c.c. sono le persone che, per effetto di un'infermità ovvero di una menomazione fisica o psichica, si trovano nell'impossibilità anche parziale o temporanea di provvedere ai propri interessi.
L'Amministratore di Sostegno può, pertanto, rappresentare sia persone dotate di capacità giuridica parziale, sia persone totalmente incapaci di agire.

Può il futuro beneficiario presentare un ricorso per se stesso?
Sì. Il ricorso per la nomina dell'Amministratore di Sostegno può essere proposto dallo stesso soggetto beneficiario, anche se minore, interdetto o inabilitato (art 406c.c.). 
Se il beneficiario è interdetto o inabilitato, il ricorso deve essere presentato congiuntamente all'istanza di revoca dell'interdizione o dell'inabilitazione che saranno presentate dal suo Tutore/Curatore davanti al Giudice competente per quest'ultima. In quest'ultimo caso occorrerà l'assistenza di un legale.

Può essere nominato un Amministratore di sostegno per un minore?
Se il beneficiario è un minore, il decreto di nomina dell'Amministratore di Sostegno può essere emesso solo nell'ultimo anno della sua minore età e diventerà esecutivo a decorrere dal momento in cui la maggiore età sarà raggiunta.

Come si attiva la richiesta di nomina di un Amministratore di sostegno?
La richiesta si effettua con un ricorso depositato nella cancelleria del Giudice Tutelare del luogo in cui il soggetto beneficiario vive (residenza o domicilio).

Chi può presentare il ricorso (richiesta)?
Ai sensi dell'art. 406 c.c., il ricorso per la nomina dell'Amministratore di Sostegno può essere presentato da:

  • lo stesso soggetto che ne sarà beneficiario;
  • il coniuge o la persona stabilmente convivente;
  • i parenti entro il 4° grado (genitori, figli, fratelli/sorelle, nonni, bisnonni, zii, nipoti, cugini) e affini entro il 2° grado (suoceri, genero/nuora, cognati);
  • il Pubblico Ministero;
  • il Tutore ed il Curatore, con la richiesta di revoca dell'interdizione o inabilitazione;
  • i responsabili dei servizi sanitari e sociali direttamente impegnati nella cura e assistenza della persona.

Cosa deve contenere il ricorso?
Il ricorso deve contenere, ai sensi dell'art. 407 c.c., le indicazioni relative a:

  • le generalità di chi fa la richiesta;
  • le generalità del beneficiario;
  • la sua residenza ed eventualmente la dimora abituale (vale a dire il diverso luogo in cui si trova);
  • il nominativo e domicilio - se conosciuti da chi presenta il ricorso - del coniuge del beneficiario, dei suoi discendenti, ascendenti, fratelli, conviventi;
  • le ragioni per le quali si chiede la nomina dell'Amministratore di Sostegno;
  • l'indicazione delle principali spese e dei bisogni del beneficiario (per prevedere un importo mensile massimo che serva a sostenerle e soddisfarli);
  • l'indicazione dell'Amministratore di Sostegno (nominativo e recapito anche telefonico) se già individuato.

E' indispensabile descrivere la situazione del beneficiario?
Sì, il ricorso dovrà contenere tutte le indicazioni utili a fornire al Giudice Tutelare un quadro il più possibile completo della situazione del beneficiario. 
Le indicazioni dovranno riguardare: la motivazione della richiesta, l'infermità o la menomazione fisica o psichica, le capacità del beneficiario, la sua situazione familiare, lavorativa, sociale e l'indicazione del possibile Amministratore di Sostegno e delle motivazioni alla base della scelta. 
Dovranno essere inoltre esplicitati gli atti che l'Amministratore di Sostegno dovrà compiere insieme al beneficiario e quelli che dovrà compiere in sua sostituzione o rappresentanza.

Perché il ricorso deve essere “quanto più possibile” dettagliato?
Quanto più il ricorso sarà formulato in modo puntuale e chiaro, tanto più il Giudice Tutelare riuscirà ad individuare subito ciò di cui il beneficiario ha bisogno e quali eventuali ulteriori accertamenti attivare (cosa chiedere ai servizi sociali e sanitari, al beneficiario e ai suoi parenti, quali accertamenti patrimoniali effettuare, ecc…).
E' particolarmente importante la parte del ricorso che spiega le ragioni per le quali si richiede la nomina dell'Amministratore di Sostegno, in cui vanno descritte le condizioni e le esigenze di cura e di vita del beneficiario nonché le necessità eventualmente urgenti di quest'ultimo.

Cosa bisogna allegare al ricorso?
Dovranno essere allegati i seguenti documenti:

  • certificato integrale di nascita del beneficiario (rilasciato dal Comune di nascita);
  • documentazione medica approfondita (con riguardo alla capacità di intendere e volere del beneficiario, alla gestione di sé stesso e del suo patrimonio, agli ambiti di vita e di relazione in cui è autonomo e in quali non lo è);
  • documentazione sulla consistenza del patrimonio del beneficiario (titolarità di pensioni, c/c, titoli, immobili, eventuali questioni ereditarie o giudiziarie in corso, etc.);
  • eventuale dichiarazione dei parenti stretti sulla opposizione al procedimento.

È necessaria l'assistenza tecnica di un legale per istituire la pratica di Amministratore di Sostegno?
Non sempre. La Corte di Cassazione, infatti, con la sentenza del 10.10.06 n. 6926, ha risolto il problema della difesa tecnica distinguendo l'ipotesi in cui la nomina di Amministratore di Sostegno è finalizzata a mera "assistenza", ipotesi per la quale non sarebbe necessaria difesa tecnica, dall'ipotesi in cui il provvedimento richiesto comporti una limitazione della capacità di agire e una compressione dei diritti. In questo secondo caso, secondo la Corte, è necessario instaurare un contraddittorio pieno con difesa tecnica.

Può essere presentata una richiesta di amministrazione di sostegno per una persona con disabilità minorenne?
Senz'altro sì. L'art. 405 afferma che “il decreto che riguarda un minore non emancipato può essere emesso solo nell'ultimo anno della sua minore età e diventa esecutivo a decorrere dal momento in cui la maggiore età è raggiunta”.
La presentazione del ricorso va fatta direttamente al Giudice Tutelare con le medesime modalità del ricorso per persona maggiorenne (non al Tribunale per i Minorenni che mantiene il diritto di pronunciare una sentenza di interdizione nel corso de 17° anno di età).

 

 

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