Agevolazioni sul lavoro e legge Quadro sull'handicap

LA LEGGE 104/1992 ,CON PARTICOLARE ATTENZIONE ALL’ART. 33 E AI PERMESSI LAVORATIVI

Riproponiamo un approfondimento, a cura dell’avv. Davide Bloise, consigliere di INCERCHIO PER LE PERSONE FRAGILI, sulla Legge 104/1992, cd legge quadro sull’handicap. Questa normativa, emanata ormai ben 26 anni fa, rimane un caposaldo per  "l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate", ora meglio persone con disabilità.   Nella pratica lo scopo della Legge consiste nel fornire specifiche garanzie alle persone disabili affinché, nel rispetto del dettato costituzionale, possano vedersi garantiti, tra gli altri, “il pieno rispetto della dignità umana”, “la realizzazione dei diritti civili, politici e patrimoniali”, nonché “il recupero funzionale e sociale”.

Per persona handicappata nella definizione del legislatore si intende il soggetto affetto da “minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione" [art. 3 della Legge].

Alcune agevolazioni e diritti, poi (ad esempio, i contributi per il cd Dopo di Noi, previsti dalla legge 112 del 2016), sono previsti solo nel caso in cui la persona sia riconosciuta portatrice di un handicap  “grave” (comma 3, art. 3).

Pertanto è bene chiarire subito che, al fine di poter rilevare una situazione di handicap, non è sufficiente il riconoscimento dell’invalidità.

L’invalidità, stando ai sensi della L. 118/1971, va intesa quale “difficoltà a svolgere alcune funzioni tipiche della vita quotidiana o di relazione a causa di una menomazione o di un deficit fisico, psichico o intellettivo, della vista o dell'udito”, dando un maggior risalto all’aspetto medico-sanitario.

L’handicap, invece, pone l’attenzione sulle ricadute sociali, conseguenti alla fragilità del soggetto, e sugli ostacoli che la persona incontra.

Ne consegue che, al fine del riconoscimento dello stato di handicap, è necessario un esame specifico - distinto da quello previsto ai fini dell’invalidità – presieduto da una commissione composta non solo da medici, ma anche da operatori sociali ed altri esperti.

Una volta riconosciuto lo stato di handicap, lo Stato garantisce alla persona interessata una serie di misure di prevenzione, cura e riabilitazione, garantendo, inoltre, interventi socio-sanitari e misure di supporto per i familiari dei portatori di handicap.

APPROFONDIMENTI NEL DOCUMENTO IN ALLEGATO; a cura dell’Avv Davide Bloise, Consigliere Associazione InCERCHIO PER LE PERSONE FRAGILI

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