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23/06/2010

“Per una nuova cultura dei diritti”: il progetto AdS a Cremona

Si chiama “Per una nuova cultura dei diritti: l’AdS nella provincia di Cremona” il neonato progetto territoriale AdS. Ne pubblichiamo la presentazione da parte di Amedeo Diotti, presidente di Anffas Cremona, associazione capofila del progetto e di Andrea Medagliani, referente operativo. Si sottolinea il valore del progetto come occasione e azione all’interno del progetto regionale di diffusione della legge 6/2004 nei suoi inediti ed preziosi significati. Si rileva l’importanza della rete interassociativa, protagonista del progetto, nell’interpretare e ricercare una possibile risposta ai bisogni del territorio per la protezione giuridica. Si riportano in sintesi gli obiettivi generali del progetto. Il richiamo finale è alla necessità di una idea solida, chiara e condivisa da parte di tutti: la difesa dei diritti delle persone con fragilità, elemento che ha guidato la scelta del nome del progetto. Aperto nella sezione "progetti territoriali" il mini-sito dedicato al progetto.

Il valore del progetto

Il progetto AdS regionale finanzia azioni di formazione, consulenza, promozione e progettazione per istituire nuove figure di amministratore di sostegno. Si rende infatti sempre più indispensabile affiancare a soggetti che lo richiedono (anziani, disabili, ma anche alcolisti, tossicodipendenti) persone che sappiano interpretare con amore e conoscenza i desideri dei soggetti in condizioni di disagio. Il disegno fa riferimento alla Legge n.6/2004, legge che ha introdotto un vero e proprio capovolgimento culturale perché associa a tutti e tre gli strumenti di tutela previsti (amministrazione di sostegno, interdizione, inabilitazione) un unico obiettivo, cioè la "protezione" di chi è privo di autonomia, offrendo garanzie per la sua qualità di vita attraverso il riconoscimento e il rispetto delle aspirazioni della persona assistita, la legittimazione a rappresentare i bisogni, il governo degli interessi.

La figura dell'amministratore di sostegno rappresenta un grande passo avanti perché si traduce nella presenza di persona che non sostituisce l'assistito dal punto di vista giuridico, ma piuttosto aiuta quest'ultimo in una serie di ambiti stabiliti dal giudice tutelare. Fra i tanti aspetti positivi che derivano dall'adesione a tale progetto c'è la realizzazione di una azione capace di farsi davvero e finalmente "di rete": una nuova forma di operatività che passa innanzi tutto attraverso il confronto.

E' infatti questo un tratto di straordinaria importanza, anche in relazione alle necessità - diverse e specifiche - che si incontrano passando in rassegna il nostro lungo e frastagliato territorio. Aderire significa dare una mano fattiva, chiedere ai volontari di diventare volontari "al quadrato", permettere di agire direttamente e di non delegare.

In ultima analisi, vuol dire accendere un potenziale insito nel mondo del volontariato, un potenziale capace di agire con successo ma che fin qui non è riuscito a trovare i modi per attivarsi. E questa potrebbe essere davvero un'ottima occasione.


La rete ed il territorio

Entrando nel merito del progetto " Per una nuova cultura dei diritti: l'Amministratore di Sostegno nella provincia di Cremona" si vuole sottolineare l'importanza che ben 17 Associazioni e Fondazione abbiano aderito e vogliano attivamente partecipare; esse rappresentano disabilità, anzianità, dipendenze. Fondamentale diventa la loro partecipazione in quanto i dati raccolti evidenziano che la provincia di Cremona si caratterizza per avere un alto tasso di vecchiaia (superiore alla media nazionale e superiore alla media lombarda), una forte presenza di persone disabili e una rilevante incidenza del fenomeno della dipendenza. Tutto ciò sottolinea la necessità nel territorio, di introdurre efficacemente lo strumento della protezione giuridica per raggiungere e garantire il maggior numero di soggetti potenzialmente interessati.

Fondamentale per il successo del progetto, sarà lo sviluppo della rete associativa esistente ed il suo ampliamento affinché la protezione giuridica e in particolare dell'amministratore di sostegno diventi un istituto conosciuto e utilizzato dal maggior numero possibile di persone.

Importante è anche la territorialità del Servizio di Protezione Giuridica, cioè insediare, presso ciascun ambito distrettuale, con collegamenti diretti con l'Ufficio di Piano, utilizzando l'esperienza locale di un Servizio/Sportello per l'A.d.S., una struttura costituita internamente sia da personale dei servizi sociali locali sia da associazioni di volontari locali, con il compito di operare nella quotidianità.

 

Gli obiettivi fondamentali

Da queste premesse nascono i cinque obiettivi fondamentali del progetto che si articolano in:

1)partecipazione e governance cioè creare ed insediare luoghi di partecipazione, confronto e condivisione sulla legge 6/2004 per garantire l'efficacia del progetto;

2) il valore della Protezione Giuridica cioè sensibilizzare e formare le persone fragili e le famiglie sulla legge 6/2004 e sul significato della Protezione Giuridica. Supportare la predisposizione dei ricorsi, e la gestione dei compiti di tutela;

3) la formazione cioè attivare percorsi formativi differenziati per reperire e formare volontari disposti ad assumere il ruolo di AdS e aggiornare e formare il personale dei servizi territoriali;

4) collaborazione con il terzo settore cioè sviluppare la collaborazione attiva delle organizzazioni del Terzo Settore sul progetto;

5) gli amministratori di sostegno cioè istituire un l'ELENCO Provinciale degli AdS allo scopo di consentire al Giudice tutelare di poter scegliere, per ogni singolo amministrato, l'amministratore più adatto, affinché la persona sia assistita nel modo più adeguato, rispettando i suoi bisogni, le sue aspirazioni e i suoi limiti.

 

Un'idea solida, condivisa e partecipata

Per far si che questo progetto abbia successo e raggiunga gli obiettivi prima annunciati, serve un'idea solida, condivisa e partecipata. Tutti i sottoscrittori dovranno mirare le loro azioni verso l'obiettivo comune che è la difesa dei diritti delle persone deboli, spogliandosi della loro referenzialità ed agendo con il principio della sussidiarietà. Ognuno, per quanto loro possibile, dovrà agire per dare stabilità e solidità al progetto affinché le azioni condivise abbiano la maggior efficacia e risonanza possibile così da creare consenso, credibilità e fiducia nella società, nelle istituzioni e divenire punto di riferimento per il Giudice Tutelare.

Le istituzioni a loro volta dovranno essere altrettanto credibili e collaborative, dovranno dimostrare consenso, fiducia ed aiuto con la predisposizione di contratti, convenzioni e formazioni che facilitino l'opera degli Amministratori di Sostegno e supportino il progetto con ogni tipo di collaborazione sia morale che finanziaria. Dovranno agire affinché quanto previsto diventi poi una cosa stabile, funzionante e riesca a far crescere la società nella cultura dell'aiuto disinteressato e della sussidiarietà sia orizzontale che verticale.

Sarà quindi necessario un rapporto chiaro e collaborativo, condiviso da tutti, per facilitare una crescita che sfoci in azioni sinergiche, tese all'interesse comune, che incidano sul modo di agire e di pensare rivolto a chi in quel momento è più debole e ha bisogno di sostegno senza però togliere la capacità e la voglia di esprimere desideri e aspirazioni e poter quindi vivere una vita che valga la pena di essere vissuta.

Si dovrà formare, sul terreno socio-culturale, una "veste" complessiva sempre meno precaria/amatoriale per gli AdS, e favorire, nell'ambiente circostante, il consolidamento di un'immagine ammirevole/gratificante per tale Ufficio così da diminuire (ecco il punto) le ritrosie e le indisponibilità che spesso si riscontrano - nel mondo del volontariato, fra i vicari potenziali - nell'assunzione di incarichi di questo genere.

La Società in genere deve prendere coscienza che la Protezione Giuridica ed in particolar modo l'Amministratore di Sostegno è un istituto fondamentale che indica il grado di civiltà raggiunto da una comunità e che questo istituto sta diventando sempre più necessario anche se apparentemente i problemi sembrano non essere ancora così vicini e pressanti; quindi sarà anche nostro compito non ignorare il problema e cercare di agevolare la risoluzione dei problemi che sempre più frequentemente nascono.

Tutto questo potrà avvenire se all'interno del progetto vi sarà solidità e se l'obiettivo finale sarà quello di creare e stabilizzare una rete relazionale attiva che ponga al centro la persona fragile e la risoluzione dei suoi problemi con spirito di sussidiarietà e di aiuto disinteressato.

Amedeo Diotti - presidente Anffas Cremona - capofila del progetto AdS Cremona
Andrea Medaglioni - referente operativo del progetto AdS Cremona

 

Contatti: tel: 338/0613183 mail: progettoads.cr@progettoads.net

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