1. Premessa

Nel 2009 Fondazione Cariplo, Co.Ge. e Coordinamento Centri Servizi per il Volontariato della Lombardia hanno dato vita al Progetto regionale sull'Amministratore di Sostegno con la partecipazione di LEDHA e di Oltre noi...la vita e il partenariato della Regione Lombardia.

Si è trattato di un percorso costruito a più mani, con modelli poco preordinati e tempi coerenti con i processi aggregativi di ciascun territorio, svolto in coerenza con le intuizioni e i bisogni scaturiti da un'attenta lettura della legge 6/2004 che ha generato il nuovo istituto dell'Amministrazione di Sostegno.

Un percorso che ha ipotizzato un diverso sistema di protezione giuridica e una diversa capacità di rappresentanza del terzo settore e del volontariato che per la prima volta si misurava con le diverse istituzioni competenti in ciascun territorio delle 15 ASL lombarde.

Nel 2012 in vista della conclusione formale del Progetto si è avviata una riflessione per una nuova progettualità capace di valorizzare i tanti risultati raggiunti e di garantire un armonico sviluppo dell'azione di promozione e garanzia del diritto alla protezione giuridica, evitando così i rischi di lenta evaporazione del patrimonio culturale ed esperienziale costruito con il ruolo di tanti enti, istituzioni, associazioni, familiari, volontari.

Da quella riflessione nasce nell'aprile del 2013 il Coordinamento Regionale delle Reti associative Lombarde per l'Amministrazione di Sostegno, una struttura leggera e snella capace di permettere un coordinamento tra le varie attività portate avanti dalle Reti Locali.

  1. Il Codice Etico

II presente Codice Etico definisce i principi morali e le regole di comportamento delle varie componenti del Sistema delle Reti associative Lombarde per l'Amministrazione di Sostegno in particolare nei loro rapporti reciproci, nelle attività comuni e nei loro rapporti con organismi esterni.

Per questo motivo il Codice Etico, oltre ad una sezione sui Valori Condivisi, si compone delle seguenti sezioni:

  • Principi Etici Generali

che valgono trasversalmente e che sono alla base del comune lavoro per lo sviluppo della Protezione Giuridica delle Persone Fragili e dell’Istituto dell’Amministrazione di Sostegno

  • Principi Etici per i Capofila e le Reti Locali

che valgono per tutti i Soggetti che costituiscono le Reti Locali e, in particolar modo, per i Capofila che svolgono un importante ruolo di coordinamento e gestione del sistema regionale

  • Principi Etici per i Volontari

che valgono per tutti i Volontari che svolgono la loro azione all’interno del sistema regionale.

Il Codice Etico, proposto dal Coordinamento Regionale, è stato votato e deliberato dall’Assemblea delle Reti nella seduta del 19 ottobre 2016 e aggiornato nella seduta del _____________.

Il Coordinamento Regionale ha il compito di vigilare sul rispetto dei principi e può suggerire alle singole Reti Locali un’azione di approfondimento e discussione interna qualora ravvisasse un disallineamento rispetto a quanto previsto.

I Soggetti Capofila hanno il compito di vigilare sul rispetto dei principi a livello di ogni singola Rete Locale e, soprattutto, devono presidiarne il rispetto nell’azione quotidiana dei Volontari.

  1. I nostri valori condivisi

In questa sezione sono esemplificati i valori e le interpretazioni che uniscono il senso dell’agire all’interno del Sistema delle Reti associative Lombarde per l'Amministrazione di Sostegno.

È un modo di definire sia un punto che un orizzonte.

Un punto perché i valori condivisi segnano il posizionamento delle nostre Reti rispetto alle varie interpretazioni presenti sul tema; un orizzonte perché aiutano a definire, in alcuni casi, gli obiettivi da raggiungere e le aspirazioni da colmare.

  • Crediamo in un’Amministrazione di Sostegno che, nel più ampio lavoro di sviluppo e garanzia dei diritti fondamentali dell’Uomo, sia al servizio del benessere e della dignità della Persona Fragile, necessario momento di trascendimento dagli interessi specifici a favore della costruzione di capitale sociale.
  • Per questo motivo ci impegniamo, a livello di ogni singolo territorio, per sviluppare, intorno alla protezione delle Persone Fragili, un cambiamento culturale per il quale “diritto” e “servizio” siano considerati Bene Comune per il quale vale la pena di reclamare, impegnarsi, pensare, investire.

Per lo sviluppo dell’Amministrazione di Sostegno riteniamo infatti indispensabile investire sul lavoro associativo di comunità inteso come costruzione di relazioni e impegno sociale nel quale ogni attore sappia e possa riconoscere i risultati superiori che possono essere conseguiti

solo agendo in Rete.

  • In questo senso la Protezione Giuridica delle Persone Fragili, aumentando la qualità della vita di un Territorio, diventa un catalizzatore di crescita delle relazioni, dei legami fiduciari e solidali tra le persone.

Siamo testimoni che il lavoro di sensibilizzazione sui temi della Protezione Giuridica delle Persone Fragili sviluppa una disponibilità umana da mettere al servizio degli altri che, se ben organizzata, riesce a diventare servizio concreto e supporto nella prossimità del bisogno

  • Ci impegniamo per sviluppare un’ Amministrazione di Sostegno a supporto dello sviluppo delle libertà residue e delle possibilità di azione della Persona Fragile.

La gestione delle aspirazioni e il progetto di vita sono l’ambito nel quale incardinare lo strumento di Protezione Giuridica inteso come un abito su misura tagliato sulle caratteristiche specifiche della Persona Fragile

  • Sviluppiamo l’istituto dell’Amministrazione di Sostegno anche come necessaria tutela per chi protegge.

La giusta integrazione tra strumento giuridico e buona volontà e voglia di mettersi a servizio dell’altro fragile offre infatti la necessaria garanzia per svolgere il proprio servizio correttamente e senza inutili esposizioni sulla responsabilità personale

  1. Principi Etici Generali

Tutti i componenti del Sistema Lombardo delle Reti AdS sono tenuti al rispetto

  • delle leggi e, in generale, delle normative vigenti in Italia
  • di quanto previsto nel presente Codice Etico e nel Protocollo d’Intesa costituivo del il Coordinamento Regionale delle Reti associative Lombarde per l'Amministrazione di Sostegno
  • del principio di onestà e correttezza che implica attenzione, collaborazione, lealtà e reciproco rispetto
  • dei principi di trasparenza e integrità, intese come veridicità, chiarezza, completezza e pertinenza delle informazioni, evitando situazioni ingannevoli nelle operazioni compiute
  • al rispetto del principio di imparzialità escludendo quindi che siano favoriti alcuni gruppi di interesse o individui a scapito di altri
  • dei diritti fondamentali delle persone, tutelandone l'integrità morale e garantendo eguali opportunità negando comportamenti che abbiano un contenuto discriminatorio basato su opinioni politiche e sindacali, religiose, di provenienza, di nazionalità, di sesso, di orientamento sessuale, stato di salute e, in generale, qualsiasi caratteristica intima della persona umana
  • dell’impegno al principio di essere vicini alla persona fragile, non accettando un numero di nomine che impedisca una relazione reale con la persona amministrata.
  1. Principi Etici per i Capofila e le Reti Locali

Tutti i componenti delle Reti Locali

  • tengono un comportamento di collaborazione ed aiuto per il lavoro della Rete Locale e della Rete Regionale evitando azioni o situazioni che possano provocare ostacoli o rallentamenti di tali attività
  • si adoperano per far conoscere la Rete Locale e la Rete Regionale
  • si impegnano, in occasione di eventi pubblici, quali convegni, seminari, ecc., a fare menzione dell’appartenenza alla Rete Regionale, nei limiti e nel rispetto di tutto quanto disposto nel presente Codice Etico e nel Protocollo d’Intesa del Coordinamento
  • devono fare uso del logo del Coordinamento Regionale sul materiale promozionale e informativo in qualsiasi formato, in abbinamento al proprio
  • si assumono l’impegno a partecipare fattivamente ai lavori del Coordinamento Regionale compresa la partecipazione alle riunioni e allo sviluppo del sistema di comunicazione
  • erogano i propri servizi perseguendo il fine del massimo accesso in modo non discriminatorio
  • utilizzano l’Elenco degli iscritti alle newsletter o ogni altra informazione raccolta nell’espletamento delle attività per gli scopi contenuti nel presente Codice Etico e nel Protocollo d’Intesa del Coordinamento
  • verificano costantemente che l’attività di Rete non sia in contrasto con i prpopri regolamenti interni e/o statuti, e viceversa

In particolare il Capofila si impegna

  • nella costruzione, mantenimento e sviluppo di una Rete Locale effettiva e attiva, capace di essere un punto di riferimento sul territorio ed anche, al raggiungimento di una adeguata strutturazione interna, erogatrice di servizi efficaci
  • nel mantenimento - anche rispetto agli aspetti formali - della propria Rete Locale, facendo le dovute attività di verifica delle formalizzazioni in essere (protocolli d’intesa, comitati di pilotaggio, ecc)
  • nella verifica periodica delle azioni poste in essere da ciascun soggetto della propria Rete in modo da spingere verso adesioni “sostanziali” e non esclusivamente come espressione di una convergenza culturale o di intenti
  • nel presidio territoriale del tema della Protezione Giuridica delle Persone Fragili intercettando le evoluzioni che il tema ha sul territorio e confrontandosi con le realtà che possono emergere
  • nel perseguimento, all’interno della Rete Locale, di una rappresentanza variegata delle realtà sociali operanti sul territorio nell’ambito della fragilità e della Protezione Giuridica.
  1. Principi Etici per i Volontari dei punti di prossimità

Il Volontario che agisce nel e per il Sistema delle Reti associative Lombarde per l'Amministrazione di Sostegno

  • rispetta le Persone Fragili con cui entra in contatto senza distinzioni di età, sesso, provenienza, religione, nazionalità, ideologia o censo. Analoga cura mette nel confronto con i nuclei familiari o amicali che possono attivarsi per una persona fragile
  • opera liberamente e dà continuità agli impegni assunti ed ai compiti intrapresi
  • agisce senza fini di lucro anche indiretto e non accetta regali o favori
  • collabora con gli altri volontari e partecipa attivamente alla vita della propria Rete Locale
  • prende parte alle riunioni per verificare le motivazioni del suo agire, nello spirito di un indispensabile lavoro di gruppo
  • si prepara con impegno, riconoscendo la necessità della formazione permanente che viene svolta all’interno della propria Organizzazione e che è necessaria per intraprendere questo cammino di aiuto e sostegno alle persone fragili
  • è vincolato all’osservanza del segreto professionale su tutto ciò che gli è confidato o di cui viene a conoscenza nell’espletamento della sua attività
  • rispetta le leggi dello Stato, nonché lo statuto ed il regolamento della sua Organizzazione e si impegna per sensibilizzare altre persone ai valori del volontariato
  • svolge la propria attività permettendo a tutti di poterlo identificare. Non si presenta in modo anonimo, ma offre la garanzia che alle sue spalle c’è un’Organizzazione e un sistema regionale
  • se professionista operante sul territorio, è ovviamente libero di svolgere la propria attività, nel rispetto della legge e delle regole di comportamento; si impegna tuttavia a non presentare o utilizzare la propria qualifica di volontario per fini commerciali e/o di promozione o validazione di determinati prodotti e/o servizi offerti

Sorry, this website uses features that your browser doesn’t support. Upgrade to a newer version of Firefox, Chrome, Safari, or Edge and you’ll be all set.